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lunedì, 17 marzo 2008

"La forza di gravità non è di tutti"

Quasi un paio di settimena fa in Regione Piemonte si è svolta una conferenza sull'associazionalismo forestale che mi ha permesso di riflettere su alcune frasi che sono state dette.

"Se è vero che l'acqua è di tutti, la forza di gravità no. La forza di gravità è dei popoli della montagna."

Questo è quanto affermato da Lido Riba, presidente dell'UNICEM, che voleva puntare l'attenzione sull'importanza dei micro-impianti idroelettrici e sulle ricadute economiche degli stessi. Ho impiegato un paio di giorni per mandarla giù, ma poi mi sono trovato d'accordo. Se c'è qualcuno che per scelta decide di vivere in montagna, una condizione tipicamente sfavorevole, ha il sacrosanto diritto di fruire dei seppur minimi benefici che questo comporta, ovvero di vedersi ripagato lo sfruttamento dei torrenti. Non si può pensare che arrivi qualche privato che, investendo capitali, crei questi impianti e che non rigetti sul luogo di produzione le ricadute positive, o almeno una parte. Mica male come concetto.

"Non siamo più nel dopoguerra, con carenza di boschi e di cultura. E' ormai assodato (o dovrebbe esserlo) il concetto per cui i boschi svolgono funzioni ecologiche, di difesa, di biodiversità... per cui è necessario vedere i boschi come un patrimonio economico"

Qui è Giau (Gran capo della Facoltà di Agraria e docente di Politica Forestale) che afferma una grande verità. Certo che è troppo elementare pensare all'equazione BOSCO = €, ma in fondo in fondo è così. Senza l'aspetto economico non si muove nulla, ci possono essere tutte le buone intenzioni e i buoni progetti, ma senza la remuneratività degli interventi (e la compiacenza politica purtroppo) non si va da nessuna parte. E' importante però che la concezione di bosco come ecologia, conservazione della natura,..... sia solido come una roccia, non la si dovrebe nemmeno discutere. Una volta accettato questo bisogna far quadrare i conti. In Germania chi possiede un bosco si ritiene fortunato, da noi si vive ancora come una sfortuna, una gatta da pelare.

Riusciremo a far cambiare questa tendenza nei prossimi anni?


scritto da: PierForestale alle ore 20:14 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, eventi, alberi, attualità, forestali

Commenti
#1   18 Marzo 2008 - 08:12
 
Caro Pier
Lido Riba è Presidente dell' UNCEM Piemonte (Unione Nazionale Comuni - Comunità ed Enti Montani), l'UNICEM é un gruppo multi-regionale internazionale, focalizzato su cemento, calcestruzzo e aggregati..... :-D

F.A
utente anonimo

#2   18 Marzo 2008 - 08:25
 
La mia intenzione non era di tessere le lodi o meno di chi ha parlato, ma di prenderne spunto per impostare delle discussioni, comunque grazie per l'informazione, conferma l'idea che già mi ero fatto!
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#3   18 Marzo 2008 - 09:20
 
Bravo F.A.!! Non è che però l'UNICEM rende di più?

Cmq sono contento che un giovanissimo forestale abbia trovato spunti interessanti da quell'incontro, a me non è ancora passata la nausea... e mi girano le palle x quelli che si lamentano sempre e in quelle occasioni stanno zitti!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente JohnDeere

#4   18 Marzo 2008 - 09:43
 
Confermo che l'UNICEM rende di più.... ma molto di più!! :-D

F.A
utente anonimo

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