Week end all’insegna dell’enogastronomia con tanti nuovi sapori, ma andiamo con ordine:
sabato sera mi sono fatto con amici la prima Bagna Couda della mia vita….. per chi non la conoscesse è una bomba atomica con aglio, acciughe, latte, olio, burro che compongono la bagna e una serie di verdure cotte e crude da intingere ed essendo un piatto piemontese e salato chiama molto Barbera, anche se quello che ho preso era frizzantino e non troppo forte.
Commento alla bagna couda: buona buona.
La domenica si è passati invece da un paesino in mezzo alle risaie novaresi, frazione Badia di Dulzago, un insieme di case con una chiesa che sembrano venuti fuori dal ‘700, dove si è tenuta la festa del patrono. La cerimonia si è conclusa con la distribuzione a tutti di pane benedetto e Paniscia, un tipico piatto del novarese. E’ assolutamente diversa in base a dove la si fa, e questa era una specie di minestrone denso con verza, patate, fagioli, lardo, carne di maiale di ogni tipo e riso, e anche questo è una bella bomba atomica per lo stomaco, che ho cercato di diluire con del buon Chianti. La cosa bella è che tutto è preparato su calderoni messi sul fuoco a legna, sono serviti da uomini in tunica bianca e la tradizione vuole che più si spinge per raggiungere il pentolone e più è buono quello che ti danno, e allora si vedono persone di ogni tipo, con padelle e gavette di ogni dimensione che si spintonano, sembra un inferno, invece è proprio bello, con la possibilità di lasciare una offerta alla fine, nessuno controlla e chiede niente, e quindi per questo tutti danno un contributo.
Belle esperienze, belle parole e buoni sapori questo fine settimana.
Ho trovato questo video sul blog di Grillo, e mi ha fatto riflettere.
E' da poco che ho aperto un blog, ma mi trovo a mio agio, mi sento libero di dire quello che voglio e leggendo quello degli altri posso trovare informazioni ed opinioni che mi fanno pensare, che non conoscevo. Non voglio pendere dalle labbra dei media, o almeno da alcuni, voglio CAPIRE e VEDERE le cose, NON SENTIRMELE raccontare e basta. Il blog non ha censura di nessun tipo, se non la mia, e io tendo a dire la maggior parte delle cose che penso.
Viva i blog e soprattutto viva la libertà di espressione e pensiero

Altra ricetta liquorosa oggi per voi!
Questa è una personale invenzione che merita la descrizione della “prima volta”.
La scorsa fine-primavera vado all’orto a controllare se l’albero di pero che ho piantato era già stato rubato (non ancora per fortuna), e mi trovo di fronte ad un campo fiorito e profumato di camomilla, non sapete la bellezza di passare tra i fiori e alzare polline e profumi ad ogni passo. Io e la mia bellissima signora raccogliamo un bel mucchietto di capolini che porto a casa e faccio parzialmente seccare all’ombra. Volevo preparare un liquore con quella bella camomilla, quello con camomilla e menta. Sono a Torino a preparare esami però e la menta fresca dove la trovo? Sul balcone ho solo le piantine di basilico e nel cassetto delle spezie delle foglie di alloro. La voglia di provare è troppo forte e quindi nasce il mio LIQUORE CAMOMILLABASILICOALLORO!
Già sento i commenti…beach, che schifo... e invece…
Mezzo litro di Alcool, una bella manciata di camomilla, 5-10 foglie di basilico, 2-3 foglie di alloro a macerare per 7-10 giorni.
Mezzo litro di acqua e 400 g di zucchero fatti bollire e completamente raffreddare. Filtrate il macerato e unite il tutto.
Il colore del liquore sarà tipo quello del the, forse un pochino tendente al verde e il sapore è buonissimo, provare per credere.
I giovani forestali che sono venuti con Cavallero all’alpe Seccio l’estate del 2006 se lo ricorderanno ancora spero! A me ricorda molte belle cose.
Allora alla prossima fioritura di camomilla rimboccatevi le maniche e… agli alambicchi miei giovani distillatori!
Sono arrivato alle parti finali della stesura della tesi, le parti più interessanti ovvero i risultati, le prospettive e le conclusioni. Nella redazione delle prospettive mi sono trovato a riflettere e a discutere sulle possibilità e le potenzialità della costruzione di una filiera regionale di materiale di Castagno.
In questo post vorrei pubblicare alcuni passaggi che ritengo interessanti:
“Il concetto di filiera prevede un aggregato di attività e parti che non possono viaggiare indipendenti.
Legando una filiera ad un territorio si stringono i legami tra le varie parti e si possono accorpare anche altri aspetti dell’economia locale che altrimenti rimarrebbero indipendenti. (…)
L’unica strada che permette il rifiorire di tutti questi passaggi è la creazione di una “filiera preferenziale” che, a differenza della “filiera libera” che permette l’approvvigionamento di materia prima ovunque, favorisca l’auto approvvigionamento ovvero l’individuazione di un territorio locale e ben definito vocato a questo scopo. Il concetto è quello di puntare alla produzione di materiale di qualità di origine conosciuta come ad esempio la produzione di “pali da vigna del Piemonte” da utilizzare preferenzialmente sul territorio di provenienza; questo può avvenire solo con il contributo degli enti pubblici che favoriscano questo tipo di pratiche rispetto quelle attuali, forse più economiche ma sicuramente meno favorevoli nei confronti dell’economia locale e dell’ambiente.
Attualmente sono molteplici le problematiche legate alle filiere, sia di carattere interno che esterno, tra le maggiori citiamo la drammatica patologia fondiaria con i problemi legati all’abbandono e alla frammentazione delle proprietà, i mercati locali poco trasparenti, la contrazione dell’industria di prima lavorazione, l’alto costo del lavoro e dell’energia.
D’altro canto l’abbandono dei boschi ha come conseguenza lo “stoccaggio” di una quantità notevole di materia prima inutilizzata. L’utilizzo di tali scorte non pregiudica il benessere del bosco in quanto mediante una gestione di tipo razionale è possibile regolarizzare la produzione e incrementarne la qualità.
I passaggi della filiera potrebbero essere accorpati e gestiti da un unico ente appositamente creato per ogni realtà territoriale, meglio se di compartecipazione pubblico-privato. Potrebbe diventare possibile la creazione di una filiera simile a quella delle cooperative del latte, con i proprietari che contribuiscono con la materia prima e l’ente che si occupa di ritirare il materiale grezzo, di trasformarlo e di venderlo ad un prezzo più alto. Le entrate verrebbero ripartite tra i proprietari, garantendo il funzionamento dell’ente stesso; proprio come avviene con il latte, ai proprietari verrebbe garantito un prezzo del materiale grezzo pari al prezzo di trasformazione e non più al prezzo di mercato. Se questo fosse possibile si avrebbero di certo delle ricadute positive sull’intera collettività, in quanto i vari proprietari boschivi avrebbero finalmente la convenienza nella gestione, attivando un inizio di controtendenza dello stato di abbandono dei boschi.”
Temo di aver abbandonato la strada "tecnica" della tesi e aver messo la punta del piede nel campo "politico", c'è anche un commento (ovviamente negativo) sui consorzi coattivi proposti per il Piemonte. Penso comunque che ci stia qualche commento personale.. vedremo il professore se decide di cambiare qualcosa... anche se a me piace così.
Torno adesso dalla Facoltà, sono a casa da 10 minuti e ancora non riesco a sedermi dall'emozione. Mi sono incontrato con alcuni compagni di corso, mi piace rivederli soprattutto quando è da un po' che non ci si sente, è bello raccontarsi le cose che ci sono accadute e confrontarsi sulle nostre storie. Oggi arriva Anna, come sempre in ritardo e si parla del più e del meno, si va dal professore delle Tesi che abbiamo in comune, ma c'è qualcosa di diverso. E' quasi ora che torno a casa, ma lei insiste per andare al bar a bere un caffè, seduti al tavolino... al bar? Cos'è questa storia, il caffè lo beviamo sempre alla macchinetta o ce lo facciamo sul fornelletto in aula studio. Ci sediamo, siamo in tre, io, Anna e una cara amica. "Ho una notizia da darvi". O mamma, sentiamo cosa ha combinato questa volta... " Mi sposo! Il 30 Agosto!".
Tachicardia. Il cuore a mille.
Dopo il semi-infarto e calmato il vortice di pensieri nella mia testa, si fanno meno sfuocate alcune domande... come? e la casa? e il lavoro? e come te l'ha chiesto? e come stai? e lui? e i tuoi? e... Anna risponde pacata, anche se emozionata e sicuramente innamorata, lo si vede dagli occhi. Sono più in imbarazzo io di lei e continuo con le mie stupide domande. Poi l'occhio finisce sull'anello, nuovo di zecca. Già Marco e Micaela, due forestali amici, mi avevano dato la notizia che si sarebbero sposati, e anche per loro ha accolto la notizia con emozione, ma sono due "vecchietti" quasi trentenni.. anzi, era ora! ma Anna e Moreno hanno 24 anni, la mia età, e sono fidanzati tanto quanto me e la mia Barbara, sette anni assieme, sono il mio specchio, e hanno scelto di sposarsi.
Ho sempre ritenuto il matrimonio una cosa in più, pensavo che la convivenza fosse più responsabile perchè nessuno mi obbliga a stare assieme all'amata, ma lo si fa per scelta personale, ma oggi penso che sia una cosa imortante, che serva a gridare al mondo "io amo questa donna !" . Quando penso al matrimonio vedo una coppia di Germani Reali, che formano una coppia e che vivono assieme tutta la vita, (forse gli etologi non saranno d'accordo, ma che vi devo dire, io la vedo così).
Quindi bravi Marco e Micaela e bravi Anna e Moreno! BRAVI !
In questo mondo ci vuole questo pazzo coraggio! Che l'amore vinca e che possiate essere quei due Germani, assieme per sempre, ad affrontare le onde del fiume e le folate di vento che vi faranno faticare un po', ma con la consapevolezza che il sole e il sereno sono dentro di voi, nel vostro amore, e che niente e nessuno potrà farvi vacillare.
Spero di essere tra i prossimi Germani.
Per i giovani distillatori ecco un’altra ricetta, questa volta più interessante del limoncello e del mandarincello. Oggi vi darò la ricetta dell’ IDROMELE, ricetta che il gran libro segreto dei liquori d’erbe definisce come curativo e soprattutto afrodisiaco (il che dovrebbe essere confermatomi dagli amici a cui l’ho regalato).
Gli ingredienti sono: 3,5 dl di Alcool a 90-95-97° (come lo trovate); 400 g di miele, meglio se dolce tipo acacia o millefiori, l’importante è che sia un buon miele; 2 g di corteccia di cannella (circa 1 stecca); 0,5 g di chiodi di garofano e la scorza di un limone (valgono le raccomandazioni già date nella ricetta del limoncello).
Lasciate macerare nell’alcool la scorza del limone (senza il bianco), la cannella e i chiodi di garofano per 10 giorni agitando il barattolo ogni tanto.
Mescolate il miele con un litro di acqua e fate bollire fino a ridurre di metà il volume della soluzione, fate raffreddare il tutto.
Filtrate il macerato e unitelo all’acqua e miele, infine imbottigliate.
La ricetta finisce con: “quando avvicinerete il liquore alle labbra vi parrà di avvertire il bacio di Venere posarsi su di voi, usatelo come un energico ricostituente”.
Io non direi che sia il nettare degli dei, ma è buono e particolare, provare per credere!
Rimboccatevi le maniche giovani distillatori!
Lo so lo so.. non ci dovevo neanche entrare lì dentro, ma se poi invece andava bene?
Un paio di settimane fa sono andato in una delle famose agenzie di lavoro interinale, per la precisione alla Generelle Industrielle (se così si scrive) di Borgosesia; sono entrato e due signorine mi hanno accolto gentili, anche se devo aver interrotto una chiaccherata su dove passare il week end. Mi hanno dato un bel foglio A3, una bic e mi hanno fatto "accomodare" su un seggiolino con tavolino nel bracciolo (tipo quello dell'Università per intenderci). Io compilo tutti i campi, e mi accorgo, compilando quelli dell'esperienze lavorative precedenti, che in realtà di cose ne ho fatte abbastanza, cose che non mi sono piaciute come i sei mesi in fabbrica a montare rubinetti, e cose belle con i miei amici dell'Associazione Forestale, come ricercatore in Università, ho già una laurea triennale e il 19 marzo arriva la specialistica, sono contento. Segue un colloquio di 30 secondi con LA DOMANDA: "Cosa vorrebbe fare?". Io lo so cosa vorrei fare, ma cosa mi offrite voi? La signorina gentile, il capo, dopo aver letto la mia scheda ci pensa su un attimo, mi guarda e mi dice: "Vista la sua formazione e le sue esperienze passate sarebbe interessato a ... fare il cassiere al supermercato il sabato e la domenica?". Io rimango in silenzio per qualche secondo, nella mia testa passano le immagini del lavoro da forestale come in un film: i giri nel bosco freddo, l'odore di funghi, quel verde che si vede solo se sei dentro il bosco quando il sole inizia a calare. La guardo negli occhi, cerco di mandarle mentalmente un messaggio: "...ma vaffanculo!", e forse ci riesco perchè lei abbassa lo sguardo e mi dice: "Bhe, forse è meglio di no, ma sa, dovevo chiederlo. Se mi arriva qualcosa che le può interessare la chiamiamo noi". "Grazie e arrivederci", esco. Sono un po' confuso, come quando si prende una botta in testa, le emozioni sono miste tra l'incredulità e il "me lo dovevo aspettare".
Comunque ci ho provato e va bene così perchè metti che poi andava bene?
Nel mondo dovebbero esserci delle cose, alcune nere e altre bianche, ma in realtà non ci sono.
Nel mondo ci sono tutti i toni del grigio in un ventaglio di sfumature che non si possono nemmeno contare.
Alcune cose sono GIUSTE e altre cose sono SBAGLIATE, e non si può discutere su questo. La pena di morte è sbagliata, punto, e non bisognerebbe discutere. Appoggio appieno la moratoria contro la pena di morte portata alle nazioni unite dall'Italia, ne sono orgoglioso.
Un'altra cosa su cui non si dovrebbe discutere è la LIBERTA' di ciascuno di noi. Io sono una persona libera che pretende di fruire dei diritti perchè mi impegno a rispettare tutti i doveri civici che mi sono imposti. La Carta dei Diritti dell'Uomo sancisce, a livello internazionale i nostri diritti e soprattutto i nostri doveri. E' un atto del 1948, scritta dopo i terribili anni della guerra che hanno calpestato i diritti di tutti e per la cui salvaguardia sono morti molti dei nostri amici, concittadini, magari parenti.
La fede è una cosa intima, ma la laicità di questi atti dovrebbe essere scontata, proprio per garantire la parità verso tutti.
L'articolo 3 della Carta sancisce che "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona." Guliano Ferrara, e con lui il "nostro Pastore Tedesco", propongono una moratoria che modifichi questo articolo inserendo poche parole che però stravolgerebbero l'intero concetto iniziale. Vorrebbero scrivere :" Ogni individuo ha diritto alla vita, dalla nascita alla morte naturale,..." tagliando ogni possibilità di discussione sull'aborto e sulla eutanasia.
Proprio non capisco le persone che decidono per me quello che invece dovrebbe essere una mia scelta intima e delicatissima. A volte mi chiedo se queste persone abiano mai sofferto, e non parlo della sofferenza di perdere un lavoro o di essere lasciati dalla moglie, ma parlo della sofferenza vera che per fortuna solo pochi provano e pochissimi capiscono. La sofferenza che scaturisce dalla malattia delle persone che ami e difronte alle quali sei impotente, dai casi in cui un bambino nasca da un altro bambino, magari violentato. Sembra quasi che legalizzando aborto e eutanasia tutti si mettano ad abortire e ad ammazzare i vecchi nel tempo libero. A queste persone dico di pensare non ai casi limite, quelli che giustamente ci fanno storcere il naso, ma alla maggior parte dei casi in cui l'aborto diventa una salvezza per la dona e l'eutanasia una liberazione pe il malato e per gli incatenati familiari.
Sicuramente molti non saranno d'accordo con me, ma sulla libertà di credere e agire nel migliore dei modi possibili non si può non essere d'accordo.
STORIE DI ALBERI, FORESTE E FORESTALI