Quante cose che sono successe in questi giorni, tante, ma proprio tante…
Primo di tutto: la famiglia si è allargata ed è arrivato Totò.
Totò è il nostro nuovo cane, una incognita come razza, incrocio tra una Bracco e un Bassotto , un Braccobassotto… (quel papà bassotto deve essersi sottoposto ad una cura di testosterone e si deve essere messo i trampoli sulle 4 zampette).
Chissà cosa verrà fuori, alto, basso, pesante, piccolino… qualunque cosa sarà gli si vuole già un bene dell’anima (e sto già provando ad insegnargli ad andare a funghi)!!
Seconda notizia: sono diventato un borsista dell’Università degli Studi di Torino! La mia corsa nel mondo del precariato si arresta per sei mesi in cui avrò una entrata fissa, non altissima ma quanto basta per tirare avanti, a fare il lavoro più bello del mondo… ricerca! Sono molto contento e fiero di questo traguardo, per me è una grande soddisfazione!
Ultima notizia: mi sono concesso una vacanzina per il ponte: base logistica ad Arezzo (magnifica città) e poi via con la pandina a girar la Toscana (1500 km in 3 giorni!)… posterò delle foto appena possibile, ma un elenco veloce delle città e paesi visitati sono stati: Siena, Pienza, Montepulciano, Cortona, Anghiari, Sansepolcro e San Leo…
In attesa di caricare un po’ di foto ci si vede, sente, scrive…
E’ un po’ che non aggiorno la mia pagina, e chiedo scusa, questa volta non è stata la mancanza di connessioni a bloccarmi, ma la carenza di tempo, ma facciamo il punto.
Cosa fa un giovanotto appena laureato in scienze forestali? Gira come una trottola per il Piemonte, rimugina su numeri e indicazioni studiati agli esami nei mesi addietro e soprattutto conosce gente, tanta gente.
Ho iniziato la mia collaborazione in una Associazione Forestale valsesiana (in realtà la proseguo da oltre tre anni più per passione che per lavoro, mi sento un frate del fatebenefratelli!!), mi trovo bene, mi accorgo che ho già della professionalità da spendere e mi sento abbastanza competitivo.
Non voglio anticiparvi niente delle attività che stiamo portando avanti (meglio essere un po’ scaramantici), ma si parla di castagno, Piano di Sviluppo Rurale, incontri e di tutto di più, e soprattutto si gira, guardare (e leggere) per credere!
Mercoledì incontro con forestali più “navigati” di me in quel del canavese, anche loro con i nostri stessi problemi, a buttar giù idee e confronti; venerdì incontro con un giovane industriale che possiede mezzo monte che parlava solo da economista.. business, network, major, sembrava Draghi (Banca d’Italia ndr), quando invece si parlava del solito castagnaccio da 4 soldi.
Ogni giorno un posto diverso, una conoscenza nuova e…un pranzo nuovo in una nuova piola…non ce la faccio più!! Mai mangiato tanto così!!!
Intanto proseguo la mia rincorsa all’Università, risultato idoneo ad un concorso di “avviamento alla ricerca” (sono arrivato quarto chissà per quali arcaici meccanismi), giovedì ne provo un altro che spero vivamente di passare (si tratta proprio delle mie cose…latifoglie, qualità..).
Le cose girano, mi preoccupava l’inattività, ma sono riuscito a muovermi sempre…ora mi preoccupano i soldi (non vorrei fare un servizio allo “Studio Aperto” ma in effetti non vedo una lira e più mi muovo e più le spese salgono!!Help).
Facendo le somme sono molto soddisfatto, mi sono laureato poco più di un mese fa e sto portando avanti un bel po’ di progetti… coraggio a tutti i compagni laureati con me.. se vuoi puoi!!
PS: tra le conoscenze c’è stata anche quella di Lon, non fatevi ingannare dalla foto da cattivone, in realtà è un gran bravo ragazzo!
Dopo le richieste di informazioni sulle giornate divulgative tenute al Parco Naturale del Monte Fenera, è nata l'idea di creare un blog che è un misto tra l'informativo delle iniziative del Parco e la narrazione dell'esperienza di una ragazza che sta effettuando il Servizio Civile in un ente pubblico.
Come fare a non augurarle una buona e serena "navigazione", spero che troverete il blog interessante e costruttivo.
Il blog si chiama cronache dal Fenera e l'indirizzo è www.cronachedalfenera.splinder.com , si tratta di un blog "non ufficiale" per evitare tutti i casini che un blog "ufficiale" potrebbe creare...
...buona lettura!









Il week-end archeologico si è concluso. In tutto avremmo visto passare una quarantina di persone (la metà erano amici e parenti) e il tempo questa volta non è stato sempr dalla nostra come la volta passata, ma è stato bello ugualmente, quando vedi i bambini che si intrufolano meravigliati nelle rocce è sempre bello.
Oggi ho iniziato il mio peregrinare in solitaria a raccogliere informazioni, dati e appuntamenti per un progetto di taglio "sperimentale" in ceduo di castagno. Vi è stato il battesimo del fuoco della mia pandina che da oggi chiamerò chiquita (è una 4x4 gialla banana) che mi ha portato nel biellese, su monte Rovella a confrotare una pista su carta con quella reale. GPS alla mano, via a segnare punti e ad entrare in bosco. Sapevo che una parte di bosco era bruciato settimana scorsa, mi aspettavo un disastro, invece è stata una cosa piccola, nella parte bassa e brutta del popolamento (circa 2 ha contati male dalla strada), con fuoco radente e veloce che non ha fatto grandi danni e si è fermato sulla strada (serie di foto: panoramica da monte a valle).



Arrivato al punto che mi interessava ho confrontato carta con realtà e come ci aspettavamo non coincideva, a quel punto ho provato a far viaggiare il Garmin e salvare la rotta, ma ho fatto più danno che quadagno, quindi con carta e matita mi son segnato tutti i punti che mi interessavano. Questa dovrebbe essere la pista, tric e branca, sposta qualche porcheria di lato e vedrai che il trattore ci passa.

Il popolamento non è male, tutta roba vecchiotta e in piano, servita da una pista, dobbiamo solo trovare il lotto che coincide con il catastale che ci interessa.

Risalgo sulla chiquita e mi dirigo verso casa, ma prima mi fermo a fare questa foto:

sapevo che il Rovella era caratterizzato da una forte cipollatura del castagno, un anno fa avevo parlato con un paio di boscaioli, e qui ne ho la conferma, guarda che roba, e non mi sembrava nemmeno tanto vecchio come abbattimento. Pazienza, vedremo cosa riusciremo a cavarne fuori.
Che bello entrare in bosco e fare il forestale con gli scarponi, che bello leggere e decifrare i segni del tempo nel popolamento e sul territorio, e soprattutto che bello sapere che ho qualcosa da fare, qualche obiettivo da pormi e qualche proposta da vagliare.
Sono ancora un po’ girato, e non capisco ancora bene dove è la testa e dove invece sono i piedi, ma facciamo un po’ di ordine.
Giovedì, il giorno dopo la laurea, incontro alla Comunità Montana con i boscaioli a parlar di vittorie e sconfitte dell’Associazione (purtroppo non è passato il lavoro del boscaiolo come lavoro usurante) e a parlar di castagno. Scopro che i boscaioli parlano prevalentemente con suoni gutturali, molti hanno la roncola attaccato alla cintura e con semplicità ti fanno sentire un idiota dicendo delle grandi verità come se parlassero del tempo (quante cose devo ancora scoprire!!!).
Scopro che esiste un PIT (Piano Integrato Territoriale) che identifica due obiettivi per la Valsesia: TURISMO e ENERGIA RINNOVABILE DA BIOMASSA (devo ancora riprendermi dal colpo).
Parte un progetto: taglio di due lotti sperimentali su ceduo di castagno che rispondano al seguente quesito: quanto cippato vien fuori dal castagneto di Valsesia e Val Sessera e quanto ci costa?
Non ho neanche iniziato e sono già in ritardo perché il taglio sopra gli 800 m chiude a fine Aprile e bisogna impostare una ricerca che è da anni che si vuole fare; vedremo cosa verrà fuori (dalla ricerca e dal taglio!).
Subito dopo cena, durante la quale si snocciolano tutti i problemi del lavoro da professionista (e intanto penso che andare a lavorare in fabbrica forse mi converrebbe sia sotto il profilo economico che sotto quello della salute, ma non voglio mollare, sarà quel che sarà!).
Oggi è il giorno del furgone simbolo nella mia mente del precariato come stile di vita. Vado a svuotare la casa di Torino, ma per fortuna una località da raggiungere c’è, vengo a vivere in quel della provincia di Novara, a Bellinzago. Anzi, vengo a convivere, per adesso mangiando pane e amore e sperando in una entrata economica pseudo fissa (le 400 € al mese per otto ore al giorno percepite dal servizio civile della mia compagna purtroppo sono proprio poche!), ma sarà qual che sarà!
Concludo con una informazione di servizio: sabato 29 e domenica 30 si ripetono le giornate archeologiche nella provincia di Novara. Noi si torna ad Ara (frazione di Grignasco, vedi altri post) tutti e due i giorni. Gli orari delle visite guidate sono: 10.00 – 11.00 – 14.30 – 16.00.
Il posto l’ho descritto in post precedenti (posto – post: sembra un gioco di parole ma non lo è), speriamo che il tempo sia piacevole.
Se siete delle zone venite a farvi un giretto, se siete di un’altra parte andate per boschi e per un attimo pensate a noi.
Speriamo in bene, per tutto, e sarà quel che sarà!
Finito!
Dottore Magistrale in Scienze Forestali ed Ambientali con 105!
Finito!
La giornata di ieri è stata molto intensa, ricca di emozioni, di scoperte, e ci vorrà del tempo per elaborare il tutto e per metterlo in ordine.
Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini e a cui ieri non ho potuto dedicare molte attenzioni.
Grazie a tutti i compagni con i quali ho spartito le emozioni del prima e dell’attesa dopo, a quelli che mi hanno pucciato il culo nel lavandino pieno d’acqua cospargendomi di schiuma da barba, al super collega Marco che è venuto a Torino solo per me e all’altro Marco che mi sta sempre vicino quando ce n’è bisogno, ai miei parenti e a quelli degli altri che si sono complimentati con me ( si, proprio lei mamma di Anna, il sapere che legge queste pagine mi riempie di gioia!), il mio coinquilino che mi ha lasciato senza parole, a tutti quelli che hanno fatto bruciare il cellulare a furia di chiamate e messaggi (Simone, Tito,…) e soprattutto grazie alla mia Barbara che mi ha sopportato e supportato.
Grazie anche ai professori che mi hanno dato questo voto assolutamente inaspettato e ai quali penso di essere piaciuto.
E adesso non voglio nemmeno il tempo di fermarmi un attimo a prendere fiato, voglio continuare a correre. Oggi il mio primo incontro con i boscaioli della Valsesia a parlare, tanto per cambiare, di Castagno.
Adesso ho voglia di costruire qualcosa di bello.
Quasi un paio di settimena fa in Regione Piemonte si è svolta una conferenza sull'associazionalismo forestale che mi ha permesso di riflettere su alcune frasi che sono state dette.
"Se è vero che l'acqua è di tutti, la forza di gravità no. La forza di gravità è dei popoli della montagna."
Questo è quanto affermato da Lido Riba, presidente dell'UNICEM, che voleva puntare l'attenzione sull'importanza dei micro-impianti idroelettrici e sulle ricadute economiche degli stessi. Ho impiegato un paio di giorni per mandarla giù, ma poi mi sono trovato d'accordo. Se c'è qualcuno che per scelta decide di vivere in montagna, una condizione tipicamente sfavorevole, ha il sacrosanto diritto di fruire dei seppur minimi benefici che questo comporta, ovvero di vedersi ripagato lo sfruttamento dei torrenti. Non si può pensare che arrivi qualche privato che, investendo capitali, crei questi impianti e che non rigetti sul luogo di produzione le ricadute positive, o almeno una parte. Mica male come concetto.
"Non siamo più nel dopoguerra, con carenza di boschi e di cultura. E' ormai assodato (o dovrebbe esserlo) il concetto per cui i boschi svolgono funzioni ecologiche, di difesa, di biodiversità... per cui è necessario vedere i boschi come un patrimonio economico"
Qui è Giau (Gran capo della Facoltà di Agraria e docente di Politica Forestale) che afferma una grande verità. Certo che è troppo elementare pensare all'equazione BOSCO = €, ma in fondo in fondo è così. Senza l'aspetto economico non si muove nulla, ci possono essere tutte le buone intenzioni e i buoni progetti, ma senza la remuneratività degli interventi (e la compiacenza politica purtroppo) non si va da nessuna parte. E' importante però che la concezione di bosco come ecologia, conservazione della natura,..... sia solido come una roccia, non la si dovrebe nemmeno discutere. Una volta accettato questo bisogna far quadrare i conti. In Germania chi possiede un bosco si ritiene fortunato, da noi si vive ancora come una sfortuna, una gatta da pelare.
Riusciremo a far cambiare questa tendenza nei prossimi anni?
L'albero inizia a crescere, sempre più foglie nascono, siamo arrivati a 1500.

Grazie.
Le radici iniziano ad aggrapparsi forte al terreno e ad avere dei lettori fissi tra i più inaspettati ai quali dico: non abbiate paura di lasciare dei commenti, è molto semplice e si può fare anche se non siete registrati su splinder, non bisogna essere dei tecnici o degli amici stretti per condividere dei pensieri, con i tuoi commenti nascono nuove gemme.
Ciao a tutti e grazie!
STORIE DI ALBERI, FORESTE E FORESTALI